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Quanto le immagini sono davvero funzionali in una email o in una campagna banner? Ovvero, attirare l’attenzione porta sempre ad un aumento del rendimento? In questo articolo indaghiamo se davvero le immagini che attirano di più l’attenzione sono anche quelle utili per far sì che il destinatario esegua la call to action desiderata, ad esempio faccia click su un specifico link.

Meglio Un’immagine con testo oppure un testo dopo l’immagine?

Guarda queste due versioni di una stessa email:

neuromarketing verifica attenzione su un testo di una email

Le zone in rosso sono quelle che hanno maggiormente attirato l’attenzione del lettore. Osserva come nella versione di sinistra l’email inizi con una immagine senza testo, mentre in quella di destra c’è un’immagine con dentro del testo.

Il tempo che hanno impiegato le persone per interpretare l’informazione (ovvero leggere “Save the date Apr 8 2016”) è stato di soli 27 millesimi di secondo per la versione di destra, contro i 356 millesimi di secondo per quella di sinistra.

Questo vuol dire che le persone percepiscono prima le informazioni nelle immagini rispetto a quelle poste subito dopo un immagine; ed è anche il motivo per il quale, ad esempio, alcune delle campagne Facebook che il mio Team crea per i clienti di 667.Agency contengono comunque del testo nell’immagine anche se Facebook continua a sbraitare che c’è il testo nell’immagine. La verità è che spesso quei banner funzionano davvero meglio! T’invito comunque a fare dei test prima di decidere, infatti…

…C’è un contro, e Facebook chiaramente lo sa. Il rovescio della medaglia e che non sempre percepire più velocemente un’informazione è una cosa buona, soprattutto quando queste informazioni risiedono all’interno di un’immagine.

Se è nell’immagine è pubblicità!

Ritorna a guardare con attenzione le due immagini e nota come il testo subito dopo l’immagine nella versione di destra sia stato meno degno di attenzione rispetto a quello contenuto nell’email di sinistra. In altre parole il lettore ha sì percepito velocemente l’informazione “Save the date Apr 8 2016”, tuttavia, essendo il testo in una immagine, ha percepito questa informazione come una pubblicità e, di conseguenza, il suo cervello ha prestato molta meno attenzione al testo successivo al banner.

Cosa che non accade nella versione di sinistra dove, guardando la gradazione dei colori, il testo ha subito molto più interesse ed attenzione rispetto a quello di destra.

In altre parole:

Il testo all’interno di una immagine viene percepito dal lettore molto più velocemente di un testo successivo ad una immagine. Tuttavia un testo in una immagine può essere, a livello inconscio, facilmente interpretato come una pubblicità e quindi poco degno della nostra attenzione.

I volti attirano fortemente l’attenzione, ma… attenzione!

Nell’articolo “I tre cervelli che condizionano tutte le vendite” ho mostrato come i volti possano attirare fortemente l’attenzione, ma è sempre una cosa buona?

Osserva con attenzione la seguente immagine:

Neuromarketing: volti e attenzione

 

L’immagine indica, sempre con le “mappe di calore”, dove è maggiormente focalizzata l’attenzione di chi guarda. Come puoi vedere il volto della modella “cannibalizza” tutta l’attenzione a discapito delle informazioni poste in alto a sinistra ed in basso a destra. In questo caso la foto della modella non aiuta a spostare lo sguardo dove serve ma è solo fine a se stessa.

Ecco un altro esempio in cui un oggetto grafico “cannibalizza” inutilmente tutta l’attenzione:

Neuromarketing elementi che distraggono

Come puoi vedere, il bollino rosso “NO FEES” attira l’attenzione ma non aiuta a spostare lo sguardo del potenziale cliente laddove serve.

Invece osserva quest’altra immagine in cui un neonato guarda verso destra. Come puoi notare, le persone prima guardano il volto del bimbo, poi seguono il suo sguardo e si concentrano sulle informazioni pubblicitarie. Questo è quello che dovrebbe sempre accadere!

neuromarketing nella pubblicità

È importante comprendere che lo scopo di un’immagine, sia quando è usata in una email che quando è usata per un banner pubblicitario, deve essere soprattutto quello di spingere lo sguardo del lettore (potenziale cliente) verso ciò che è funzionale al marketing ovvero un testo con le informazioni e, in particolar modo, verso uno specifico invito all’azione (Call To Action), come ad esempio “chiama il numero…”, “richiedi informazioni”, “iscriviti a…”, “acquista” e così via.


Quanto sfrutti queste tecniche psicologiche nelle tue vendite?

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Fonti
Dati: Squalomail.com
Immagine 1: Slideshare.net
Immagine 2: TechWyse
Immagine 3: EyeTrackSpot