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Lavoriamo spesso alla progettazione e realizzazione di siti web, in particolare ci occupiamo del lato SEO e Copywriting ovvero nella scrittura di testi informativi, efficaci e persuasivi.

Il problema più ostico non è trovare le giuste parole, spesso il vero problema è…il cliente!

Iniziamo subito con gli errori da evitare.

ERRORE 1: I “foto-centrici”

Ci sono quei clienti che amano così tanto loro stessi da voler essere inseriti ovunque, un classico è foto alla scrivania, ecco qualche esempio:

Ci sono quelli che fingono di scrivere al computer oppure – peggio – fanno finta di stare al telefono! (vi evito le foto, tanto di sicuro sapete di cosa sto parlando).

Se non c’è davvero un buon motivo per mettere la propria foto, evitatelo, specialmente se siete un’azienda.

Un’alternativa valida potrebbe essere creare una pagina dedicata all’organigramma con foto sorridenti e qualche nota sul ruolo, qualcosa di utile a chi legge, comprese informazioni di contatto (se possibile): email, telefono dell’ufficio, ecc.

Ecco un esempio:

ERRORE 2: I LOGORROICI OVVERO “All’inizio la terra era una palla di fuoco”

Ci sono poi quelli che insistono per scrivere la storia dell’azienda partendo dagli albori del tempo, insomma una cosa del genere:

Il dott. Gardumi all’età di otto anni, quando ancora non era dottore, mise su, tutto da solo, la sua prima bancarella, ma lui – nei suoi ricordi infantili – ama ricordarla come la sua prima start up di successo. Con il passare degli anni la sua voglia di fare nuove esperienze lo ha portato in Indonesia dove, durante un falò sulla spiaggia, ha conosciuto la sua attuale ed unica moglie; il dott. Gardumi ha sani principi morali con i quali ancora oggi giuda la sua azienda. La capacità comunicativa della signora Clotilde Gardumi, il cui nome non è esotico perché anche lei era in Indonesia per fare nuove esperienze, e l’acume commerciale del dott. Gardumi, ha fatto sì che nel 1973… BASTA!!! Pietà!!! Finitela!

Se proprio volete scrivere la storia dell’azienda, sintetizzatela in un massimo di cinque o sei righe, ma a volte basterebbe dire che dal 1973 vi occupate di questo o di quello per far comprendere che l’azienda ha una storia alle spalle.

ERRORE 3: Usare troppo gergo!

Sono quelli che piazzano frasi piene di termini incomprensibili nella speranza di fare colpo sul lettore, mentre invece hanno solo l’effetto di disorientarlo e farlo scappare altrove.

Ecco un esempio: il nostro mood si basa sul know-how più spinto che permette lo start di information technology orientato ad un target profilato in un mix didi che? Ma che diavolo stai dicendo?!

Evitate di usare gerghi per gli addetti ai lavori o termini tecnici solo perché vi sembrano irresistibilmente cool, tanto per rimanere in tema.

ERRORE 4: Non essere chiari e semplici nella comunicazione

A quest’ultima categoria appartengono quelli che vogliono usare frasi arzigogolate per far intendere che loro sono tipi in gamba. Non è raro trovare opere d’arte come queste:

  • La nuova organizzazione prefigura il ribaltamento della logica preesistente secondo un modulo di interdipendenza orizzontale, sostanziando e vitalizzando nel contesto di un sistema integrato…
    oppure
  • L’utenza potenziale si caratterizza per il superamento di ogni ostacolo e/o resistenza al di sopra di interessi e pressioni di parte, non assumendo mai come implicito in un’ottica preventiva…

Non siete sazi? Vi accontento subito:

  • L’approccio programmatico privilegia un organico collegamento interdisciplinare ed una prassi di lavoro di gruppo secondo un modulo di interdipendenza orizzontale…

Vi prego, basta.

ERRORE 5: Troppo autoreferenziali (siamo leader!)

Vi prego… Vi scongiuro… se veramente siete leader del mercato non c’è bisogno che me lo diciate perché lo so già e se invece non lo so allora state tranquilli: non siate leader del mercato di riferimento.

Avete mai visto una pubblicazione della CocaCola in cui si legge “Siamo leader nella vendita di bibite gassate al gusto cola”? Ecco, appunto, loro sono davvero leader.

Come scrivere un buon profilo aziendale

Un profilo aziendale che si rispetti non è poi così difficile da realizzare, si tratta di seguire poche semplicissime regole.

  1. Usate frasi brevi: soggetto, verbo, complemento, punto.
  2. Mettetevi dalla parte del lettore: questa cosa vi colpisce? V’incuriosisce o vi annoia?
  3. Usate un linguaggio semplice e diretto.
  4. Siate onesti.

Ma soprattutto…

5. Scrivete cose che siano di utilità al lettore per capire perché siete proprio voi l’azienda che sta cercando.

Cosa può fare di buono la vostra azienda per i vostri clienti? Che bisogno soddisfa? Che aiuto sostanziale dà?

E per fare bene ciò non dovete mettere l’enfasi su voi stessi, ma sui vantaggi e le opportunità reali per il vostro lettore ovvero per il vostro potenziale cliente.

Tenete presente che le persone non sono molto propense a leggere lunghi testi sul monitor di un computer e ancora meno su uno smartphone. Quindi siate brevi e coincisi: mezza pagina A4 è più che sufficiente.

Riepilogando…

Ecco alcuni utili consigli da tenere presente quando scriverete il vostro profilo aziendale:

  • Scrivete di cosa si occupa l’azienda e quali prodotti o servizi distribuisce.
  • Se necessario, fornite dati come il numero di dipendenti, il fatturato annuo, eventuali certificazioni ottenute.
  • Mettete in evidenza il punto di forza, quello che dovrebbe fare la differenza nel mercato di riferimento.
  • Specificate bene a quali clienti si rivolge e come (servizio al cliente, assistenza, supporto, ecc.).
  • Non dimenticate l’indirizzo, i contatti e tutto quanto possa essere utile per rintracciare l’azienda.
  • Infine, se possibile, aggiungete qualche nota “emozionale” come la filosofia, i valori in cui crede, gli obiettivi, le scelte etiche.
A questo punto: buon profilo aziendale!

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Consulenza Copywriting. testi di Vendita Vincenti